EPATITI VIRALI
Le epatiti virali sono infezioni che colpiscono il fegato e sono causate principalmente da cinque virus: epatite A, B, C, D ed E. Le diverse forme si distinguono per modalità di trasmissione (oro-fecale, sessuale, sangue,..), decorso e possibilità di sviluppare un’infezione cronica. Il periodo di incubazione varia a seconda del virus e può durare da alcune settimane a diversi mesi; inoltre, molte infezioni possono essere asintomatiche, anche per lungo tempo.
Le epatiti B e C sono particolarmente importanti perché, se persistono nel tempo, possono provocare danni progressivi al fegato, fino alla cirrosi e al tumore del fegato. La diagnosi precoce permette di intervenire tempestivamente. Per l’epatite A e B sono disponibili vaccini; per l’epatite C non esiste attualmente un vaccino, ma sono disponibili terapie antivirali altamente efficaci.
In presenza di fattori di rischio o di possibili esposizioni è importante rivolgersi al proprio medico e valutare l’opportunità di effettuare i test diagnostici.
APPROFONDIMENTI - LINK UTILI:
È un’infezione acuta causata dal virus HAV, diffusa in tutto il mondo sia in forma sporadica che epidemica.
Trasmissione
Si trasmette principalmente per via oro-fecale, attraverso il contatto con persone infette o il consumo di acqua e alimenti contaminati. Il rischio è maggiore in presenza di condizioni igienico-sanitarie inadeguate. Sono inoltre possibili trasmissioni attraverso alcune pratiche sessuali, in particolare quelle che comportano contatto oro-anale. Il periodo di incubazione generalmente è di 15-50 giorni, con una media di circa 28-30 giorni.
Manifestazioni cliniche
L’infezione può essere asintomatica, soprattutto nei bambini. Quando presenti, i sintomi comprendono stanchezza, febbre, perdita di appetito, nausea, vomito, dolori addominali e ittero.
Nella maggior parte dei casi la malattia è autolimitante e si risolve completamente e spontaneamente (non cronicizza). Raramente può manifestarsi una forma grave o fulminante, soprattutto nelle persone adulte e in presenza di malattie epatiche preesistenti. La guarigione conferisce un’immunità permanente.
Diagnosi e trattamento
La diagnosi viene effettuata attraverso esami del sangue, in particolare mediante la ricerca degli anticorpi IgM anti-HAV, insieme alla valutazione degli esami della funzionalità epatica.
Non esiste una terapia antivirale specifica: il trattamento è generalmente sintomatico e di supporto.
Prevenzione
La prevenzione si basa principalmente su:
- accurata igiene delle mani;
- consumo di acqua sicura e alimenti adeguatamente lavati e cotti;
- pratiche sessuali che riducano il rischio di trasmissione oro-fecale;
- vaccinazione, particolarmente raccomandata per le persone appartenenti a categorie a rischio e per chi si reca in aree in cui l’infezione è più frequente.
In caso di esposizione a un caso di epatite A, la vaccinazione dei contatti può contribuire a prevenire casi secondari.
È causata dal virus HBV e può manifestarsi come infezione acuta o cronica.
Trasmissione
Il virus si trasmette attraverso il contatto con sangue e altri liquidi biologici infetti, in particolare:
- attraverso rapporti sessuali (IST);
- attraverso aghi, siringhe o strumenti contaminati;
- durante procedure come tatuaggi e piercing se effettuate con strumenti non adeguatamente sterilizzati;
- dalla madre al figlio durante il parto.
Sono inoltre possibili, seppure meno frequenti, trasmissioni attraverso oggetti contaminati da sangue, come rasoi o spazzolini. Il periodo di incubazione generalmente è di 45-180 giorni, con una media di circa 90 giorni.
Manifestazioni cliniche
L’infezione è spesso asintomatica. Quando presenti, le manifestazioni dell’infezione acuta possono comprendere stanchezza, nausea, vomito, dolori addominali, febbre e ittero.
Nell’adulto l’infezione può risolversi spontaneamente oppure cronicizzare. Il rischio di cronicizzazione è particolarmente elevato quando l’infezione viene acquisita alla nascita o nei primi anni di vita.
L’epatite B cronica può determinare progressivamente fibrosi, cirrosi e carcinoma epatocellulare.
Diagnosi e trattamento
La diagnosi viene effettuata attraverso specifici esami del sangue, che permettono di identificare gli antigeni e gli anticorpi del virus e di distinguere l’infezione acuta da quella cronica.
Per l’infezione acuta non complicata non è generalmente disponibile una terapia specifica e viene effettuato un trattamento di supporto.
Nelle forme croniche, in base alla situazione clinica e al grado di danno epatico, possono essere indicati farmaci antivirali e controlli periodici della funzionalità epatica e della fibrosi.
Prevenzione
È disponibile un vaccino sicuro ed efficace contro l’epatite B. La prevenzione comprende inoltre:
- rapporti sessuali protetti;
- non condividere aghi, siringhe, rasoi, spazzolini o altri oggetti che possono entrare in contatto con il sangue;
- utilizzare strumenti sterili per tatuaggi, piercing e procedure estetiche;
- adottare le precauzioni previste in ambito sanitario;
- effettuare i controlli indicati in gravidanza per prevenire la trasmissione dalla madre al neonato.
La vaccinazione contro l’epatite B protegge anche dall’epatite D.
L’epatite C è causata dal virus HCV.
Trasmissione
La trasmissione avviene principalmente attraverso il contatto con sangue infetto. Il rischio è associato, ad esempio, alla condivisione di aghi e siringhe o all’utilizzo di strumenti contaminati e non adeguatamente sterilizzati per procedure sanitarie, estetiche, tatuaggi e piercing.
La trasmissione sessuale (IST) e quella dalla madre al figlio sono possibili, ma meno frequenti. Il rischio di trasmissione sessuale aumenta in presenza di esposizione al sangue.
Il periodo di incubazione generalmente è di 2 settimane-6 mesi, con una media di circa 6-7 settimane.
Manifestazioni cliniche
L’infezione acuta è nella maggior parte dei casi asintomatica.
Quando presenti, le manifestazioni possono comprendere stanchezza, nausea, perdita di appetito, dolori addominali, febbre e ittero.
Una parte delle persone elimina spontaneamente il virus, mentre in molti casi l’infezione diventa cronica. Nel tempo può provocare fibrosi, cirrosi e carcinoma epatocellulare.
Diagnosi e trattamento
La diagnosi si basa su esami del sangue che ricercano inizialmente gli anticorpi anti-HCV e, in caso di positività, la presenza dell’RNA del virus per confermare l’infezione in corso.
Oggi l’epatite C è curabile: i farmaci antivirali ad azione diretta permettono di eliminare il virus nella grande maggioranza delle persone trattate.
Prevenzione
Non esiste attualmente un vaccino contro l’epatite C. La prevenzione si basa principalmente su:
- non condividere aghi, siringhe o strumenti che possono entrare in contatto con il sangue;
- utilizzare esclusivamente strumenti sterili o monouso per procedure sanitarie, tatuaggi, piercing e trattamenti estetici;
- adottare comportamenti sessuali che riducano il rischio di esposizione al sangue;
- effettuare il test nei casi indicati.
La diagnosi precoce consente di accedere rapidamente a una terapia efficace e di ridurre il rischio di complicanze e trasmissione dell’infezione.
È causata dal virus HDV, che può infettare esclusivamente persone che hanno un’infezione da virus dell’epatite B.
Trasmissione
La trasmissione avviene attraverso il contatto con sangue e altri liquidi biologici infetti, con modalità simili a quelle dell’epatite B. Può avvenire attraverso rapporti sessuali, esposizione a sangue contaminato e, più raramente, dalla madre al figlio.
Manifestazioni cliniche
L’infezione da HDV può causare un’epatite acuta con sintomi simili a quelli dell’epatite B, come stanchezza, nausea, dolori addominali e ittero.
L’infezione cronica da HDV può avere un decorso più grave e più rapidamente progressivo rispetto alla sola infezione da HBV, con aumento del rischio di cirrosi e carcinoma epatocellulare.
Diagnosi e trattamento
La diagnosi richiede specifici esami del sangue per identificare l’infezione da HDV, generalmente nell’ambito della valutazione di una persona con infezione da HBV.
Il trattamento viene stabilito dallo specialista in relazione alla fase dell’infezione e alle condizioni del fegato.
Prevenzione
Non esiste un vaccino specifico contro il virus D, ma la vaccinazione contro l’epatite B previene anche l’epatite D.
Sono inoltre importanti le misure di prevenzione dell’epatite B, tra cui rapporti sessuali protetti e l’utilizzo di strumenti sterili e materiali monouso nelle procedure che possono comportare esposizione al sangue.
È causata dal virus HEV. È generalmente un’infezione acuta e autolimitante, simile all’epatite A (fatto salvo in gravidanza in cui il decorso clinico potrebbe essere molto più severo).
Trasmissione
La trasmissione avviene principalmente per via oro-fecale, attraverso acqua o alimenti contaminati (es. carne di maiale/cinghiale/ecc. poco cotte).
Nei Paesi industrializzati sono presenti anche casi acquisiti localmente, oltre a quelli associati a viaggi in aree in cui l’infezione è più diffusa. Alcune forme di epatite E sono associate al consumo di alimenti di origine animale contaminati e non adeguatamente cotti.
Manifestazioni cliniche
L’infezione è spesso asintomatica o presenta sintomi lievi. Quando presenti, i sintomi possono comprendere stanchezza, febbre, nausea, vomito, dolori addominali e ittero.
Nella maggior parte dei casi la malattia si risolve spontaneamente. Raramente può evolvere in una forma grave o fulminante, con particolare rischio durante la gravidanza, soprattutto nel terzo trimestre.
Forme croniche, seppure rare, possono verificarsi soprattutto nelle persone immunocompromesse.Diagnosi e trattamento
La diagnosi viene effettuata attraverso esami sierologici e, quando indicato, mediante la ricerca del materiale genetico del virus.
Nella maggior parte dei casi non è necessario un trattamento antivirale specifico e la malattia si risolve spontaneamente. Nelle forme persistenti o nelle persone immunocompromesse può essere necessario un trattamento specialistico.
Prevenzione
Attualmente in Italia non è disponibile un vaccino contro l’epatite E. La prevenzione si basa principalmente su:
- accurata igiene delle mani;
- consumo di acqua sicura;
- corretta manipolazione e cottura degli alimenti (particolare attenzione a prodotti di origine animale come carne e insaccati di suino/cinghiale);
- rispetto delle norme igienico-sanitarie, soprattutto durante i viaggi in aree a rischio.
Responsabile della pubblicazione: Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria
Ultimo aggiornamento: 01/09/2026