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Alcohol Prevention Day 2017

notizia pubblicata in data : martedì 21 marzo 2017

Alcohol Prevention Day 2017

Alcohol Prevention Day  - Aprile mese della prevenzione alcologica

 

L’ATS Bergamo (ex ASL) da circa quattordici anni aderisce all’Alcol prevention day,  iniziativa è promossa dall’Istituto Superiore di Sanità e volta promuovere la consapevolezza circa i rischi legati al consumo di alcol. L’evento coincide con la giornata "National Alcohol Screening Day (NASD)" e si colloca all’interno di un mese interamente dedicato all’attenzione alle tematiche alcol-correlate.

 

Nel mese di aprile essa promuove e/o sostiene, in collaborazione  ASST  della provincia e con altri Enti o associazioni, una serie di iniziative finalizzate a mantenere alta l’attenzione, a sensibilizzare la popolazione adulta e giovanile sui rischi correlati al consumo di alcol (sanitari, sociali, legali ecc).

 

Sul sito dell’ATS, agli specifici link potranno essere visionate le iniziative organizzate a livello territoriale direttamente dall’ATS in collaborazione con le ASST  della provincia e con altri Enti o associazioni (inserire link) o da questi ultimi in autonomia (inserire link)

 

L’importanza di mantenere alta l’attenzione sui rischi correlati ai consumi di alcol è motivata dai dati epidemiologici, di cui di seguito viene riportata una sintesi,  che evidenziano come, pur a fronte di un generale calo dei consumi, permangano e in alcuni casi crescano i comportamenti di consumo a rischio – consumi ed eccessi di alcol tra soggetti di minore età, episodi di ubriacatura, binge drinking..- in fasce di popolazione particolarmente vulnerabili (adolescenti, anziani, donne).

 

Gli ultimi dati disponibili relativi ai consumi di bevande alcoliche nella popolazione generale (indagine multiscopo ISTAT 2014) e in quella giovanile e/o scolastica  (indagine multiscopo ISTAT2014, ESPAD-Italia®2016 – dati provincia di Bergamo), evidenziano, inoltre  un quadro di  progressivo cambiamento dei comportamenti di consumo di alcol, con una sempre minor diffusione del tradizionale modello di consumo basato sull’assunzione quotidiana di vino durante i pasti, che tuttavia persiste nella popolazione adulta e anziana, mentre si consolida il consumo occasionale e al di fuori dei pasti. Continua ad essere una criticità il fenomeno del binge drinking soprattutto nella popolazione più giovane. Tutti comportamenti riscontrabili anche nel territorio bergamasco.

 

I dati sulla popolazione generale (indagine multiscopo ISTAT2014)

Nel decennio 2005-2014 a fronte di una diminuzione della quota di consumatori totali (dal 69,7% del 2005 al 63,0% del 2014) e dei consumatori giornalieri (dal 31% del 2005 al 22,1% del 2014), si rileva l’aumento dei consumatori occasionali (dal 38,6% del 2005 al 41,0% del 2014), l’aumento dei consumatori fuori pasto (dal 25,7% del 2005 al 26,9% del 2014), trend confermato anche nel 2014 rispetto all’anno precedente.

Il consumo fuori pasto è soprattutto diffuso tra i giovani (18-24 anni) e i giovani adulti (25- 44) adottato in contesti legati al divertimento e alla socializzazione. Un altro dato da attenzionare, che emerge dall’analisi del trend, è la crescita negli ultimi dieci anni del consumo fuori pasto tra le femmine che sono passate dal 14,9% del 2005 al 16,5% del 2014, in tutte le fasce di età, a fronte di un  dato complessivo dei consumi fuori pasto tra i maschi che risulta in lieve diminuzione (37,3% nel 2005, 36,1% nel 2014).

Desta particolare allarme il fenomeno del binge drinking, con gravi rischi per la salute e la sicurezza non solo del singolo bevitore, ma anche dell’intera società. Nel 2014, il 10,0% degli uomini e il 2,5% delle donne di età superiore a 11 anni hanno dichiarato di aver consumato 6 o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione almeno una volta negli ultimi 12 mesi che corrispondono ad oltre 3.300.000 persone di età superiore a 11 anni, con una frequenza che cambia a seconda del genere e della classe di età della popolazione. Le percentuali di binge drinker sia di sesso maschile che femminile aumentano progressivamente nel secondo decennio di vita e raggiungono i valori massimi tra i 18-24enni (M=21,0%; F=7,6%); oltre questa fascia di età le percentuali diminuiscono nuovamente per raggiungere i valori minimi nell’età anziana (M=2,1%; F=0,3%). La percentuale di binge drinker di sesso maschile è statisticamente superiore al sesso femminile in ogni classe di età ad eccezione degli adolescenti, (11-15 anni), ossia quella fascia di popolazione per la quale la percentuale dovrebbe essere zero a causa del divieto per legge della vendita e somministrazione di bevande alcoliche al di sotto della maggiore età.

 

I dati sulla popolazione studentesca 15 – 19 anni della provincia di Bergamo (Indagine ESPAD 2016)

Lo studio ESPAD , condotto dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IFC-CNR), su mandato dell’ATS di Bergamo ed in collaborazione con il suo Osservatorio Dipendenze evidenzia che l’86,2% degli studenti ha assunto bevande alcoliche almeno una volta nella vita (LT), il 79,1% lo ha fatto nei 12 mesi antecedenti lo svolgimento dello studio (LY) e il 63,2% negli ultimi 30 giorni (LM).

Prevalenze elevate si rilevano anche tra i 15enni e queste  crescono al crescere dell’età fino ai 18 anni, per poi decrescere.

Il 54,8% degli studenti minorenni ha consumato alcol negli ultimi 30 giorni e il  4,5% lo ha fatto frequentemente (20 o più volte), in particolar modo i maschi (6,1%; F=2,9%).

Il confronto temporale delle prevalenze nell’ultimo anno mostra una tendenza al decremento, in particolare tra i 15enni di entrambi i generi, tra i maschi 19enni e tra le femmine di 17 anni

 

Il 42,5% degli studenti della provincia ha riferito che nel corso della propria vita ha bevuto alcolici al punto di camminare barcollando, di non riuscire a parlare correttamente, di vomitare e/o di aver dimenticare l’accaduto, il 29,7% che lo ha fatto nell’ultimo anno e il 10,9% durante l’ultimo mese (M=11,8%; F=10,1%). In entrambi i generi le prevalenze aumentano in corrispondenza dell’età.


Un terzo degli studenti della provincia di Bergamo ha riferito che almeno una volta nell’ultimo mese ha assunto 5 o più bevande alcoliche di seguito, il cosiddetto binge drinking, con prevalenze che risultano superiori nei maschi di tutte le età. Tale comportamento cresce in entrambi i generi al crescere dell’età fino ai 18 anni, poi decresce nell’anno successivo per i maschi.

 

Riguarda tuttavia anche soggetti giovanissimi (20,6% dei 15enni) e ha coinvolto il 28,4% dei minorenni.

Il confronto negli anni delle prevalenze LM dei binge drinkers evidenzia un decremento dal 2009 al 2016.

 

Dai dati alla prevenzione: alcune linee di indirizzo

I dati sopra riportati richiamano la necessità, come raccomandato anche dal Ministero della Salute, di mantenere alta l’attenzione soprattutto sui modelli di consumo di alcol più rischiosi per la salute (consumo abituale eccedentario e binge drinking) e in particolare nei gruppi specifici di popolazione più a rischio (giovani e anziani). A tal fine è importante adattare gli interventi di prevenzione ai diversi contesti culturali e sociali, tenendo conto delle evidenze emerse dall’attuale ricerca scientifica ed epidemiologica.

Nello specifico si ritiene importante porre particolare attenzione a:

Il monitoraggio dei comportamenti di consumo di alcol tra adolescenti e giovani per i rischi ad essi legati, quali l’intossicazione acuta alcolica e l’instaurarsi di condizioni favorevoli lo sviluppo di una dipendenza o polidipendenza, con le note conseguenze patologiche di entrambe le situazioni, accompagnate da possibili problemi sul piano psicologico e sociale, nonché dalla negativa ricaduta sullo sviluppo cognitivo ed emotivo, con peggioramento delle performances scolastiche e  favorevole crescita di  aggressività e violenza. Al fine di prevenire tali conseguenze si ritiene necessario:

 

  • rafforzare nei giovani la capacità di fronteggiare le pressioni sociali al bere operando in contesti significativi quali la scuola, i luoghi del divertimento, della socializzazione e dello sport.

  • prevedere efficaci azioni di intercettazione precoce e di counseling per la motivazione al cambiamento, con eventuale avvio ad appropriati interventi di sostegno per il mantenimento della sobrietà.

  • collaborare con i gestori dei locali al fine di un’adeguata sensibilizzazione sulla particolare responsabilità del proprio ruolo anche ai fini di una corretta applicazione del divieto di somministrazione e vendita di bevande alcoliche ai minori di 18 anni.

    • I consumi nella popolazione femminile. A fronte del cambiamento del consumo alcolico femminile che tende alla omologazione con i maschi nella assunzione di comportamenti a rischio,  particolare attenzione va posta all’ informazione delle donne sulla specificità dei loro rischi nel consumo dell’alcol, sia in relazione alla propria salute che a quella del feto (Sindrome Feto-Alcolica – FAS). In particolare a tutte le donne in gravidanza dovrebbero essere offerte dai competenti servizi socio-sanitari informazioni e consigli specifici per evitare di bere, secondo quanto raccomandato dalla Strategia Comunitaria per la riduzione dei danni alcol correlati e dal Piano di Azione Europeo per l’alcol dell’OMS.

    • La diffusione tra la popolazione anziana, attraverso interventi mirati, di corrette chiare e sicure informazioni sui limiti da rispettare per un consumo realmente moderato, in relazione all’età, al genere e alle patologie più frequenti ed ai farmaci assunti, aiutandola a superare le difficoltà soprattutto culturali che ostacolano l’adeguata percezione dei rischi correlati al consumo alcolico più tradizionale. A tale finalità possono dare un importante contributo gli operatori socio-sanitari, tramite una formazione che li renda consapevoli della specificità del rischio alcol per le persone anziane e offra loro adeguati strumenti per aiutare gli anziani al rispetto dei parametri di consumo prescritti. Gli operatori sanitari, e in particolare i medici di base, possono svolgere un importante ruolo di prevenzione per tutte le categorie di popolazione dedicando una maggiore attenzione ai consumi alcolici dei propri assistiti.

Le azioni di prevenzione promosse dall’ATS Bergamo: un’attenzione particolare ad adolescenti e giovani. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (2009) indica che i ragazzi  non devono bere alcolici fino all’età di 18 anni e che il consumo precoce causa maggiori effetti negativi sulla salute rispetto al consumo in età adulta. L’organismo infatti non è ancora in grado di metabolizzare l’alcol. Esso inoltre può rappresentare una precoce acquisizione di comportamenti di salute non corretti, nonché una sostanza di accesso al mondo delle sostanze.

 

E’ quindi importante tenere alta l’attenzione sui problemi legati all’abuso di alcol in particolare tra i giovani. Per questo l’ATS Bergamo porta avanti e sostiene progetti di prevenzione rivolti a questo target che intervengono a vari livelli coinvolgendo in modo particolare scuole e luoghi del divertimento serale  e notturno. L’offerta per le scuole è particolarmente ricca e comprende progetti che si propongono l’obiettivo di potenziare quelle abilità di vita degli studenti che li proteggeranno nel corso della loro vita. Per fare un esempio: “la capacità di dire di NO” e di “resistere alle pressione del gruppo”, che è fondamentale per prevenire i comportamenti di abuso di sostanze e di dipendenza.

 

Tutti i progetti sono realizzati da ATS Bergamo, in collaborazione con le tre ASST orobiche e prevedono il forte coinvolgimento dei docenti di classe che vengono appositamente formati per realizzare una serie di attività in classe rivolte agli studenti, con il supporto esterni degli operatori ATS e ASST.

I principali progetti attivi nelle scuole sono tre:

  • Life Skills Training Program” (LST) è un progetto che copre tutti i tre anni della Scuola secondaria di primo grado, che ormai è molto diffuso in provincia di Bergamo, dove coinvolge quasi la metà degli Istituti scolastici e raggiunge  8.800 studenti. LST, oltre ad essere un progetto la cui efficacia trasversale su numerosi comportamenti a rischio è stata più volte valutata e confermata ha anche l’importante effetto secondario di migliorare il clima di classe e le relazioni tra studenti e docenti.

  • UNPLUGGED per l classi prime della Scuola secondaria di secondo grado, può essere considerato come il “life skills delle superiori” riproducendo un modello e una metodologia molto simili e trattando simili tematiche.

  • Giovani Spiriti”  che si rivolge al biennio della Scuola secondaria di secondo grado e interviene sui temi specifici della guida sotto effetto di sostanze e alcol, del gioco d’azzardo e dell’uso delle nuove tecnologie.
    Oltre all’attività di formazione e supporto ai docenti per le attività con gli studenti, questo progetto può prevedere, a scelta della scuola, anche altre attività supplementari e facoltative, quali la formazione dei genitori (in collaborazione  con Associazione Genitori Atena), spettacoli teatrali a tema (su alcol, droghe o gioco d’azzardo), la partecipazione ad un concorso per la realizzazione di video preventivi.

Prosegue inoltre l’iniziativa pilota per la scuola primaria attraverso la collaborazione con il progetto Per crescere di Lions Quest Italia. Va ricordato che LST e UNPLUGGED sono programmi promossi e sostenuti da Regione Lombardia in quanto entrambi hanno dimostrato di avere un effetto protettivo sul consumo di droghe e sulle dipendenze in genere, oltre che su svariati comportamenti a rischio tipici dell’adolescenza. Complessivamente i progetti con le scuole coinvolgono, in quest’anno scolastico 72 Istituti scolastici, più di 500 docenti e raggiungono più di 14.000 studenti.

 

Nei luoghi del divertimento notturno sono invece attive le iniziative promosse dal Tavolo provinciale Notti in sicurezza, fra le quali gli interventi di “SAFE DRIVER” realizzato grazie alla collaborazione tra ASST Papa Giovanni XXIII, ATS Bergamo, Polizia Stradale di Bergamo; Croce Rossa Italiana; Associazione Genitori Atena - Bergamo; Rotary Club Dalmine Centenario; Rotaract Club Città Alta Bergamo; Discoteca Bolgia; Cooperativa Itaca. Safe Driver prevede la realizzazione, ad opera di un gruppo di volontari precedentemente formati, di  interventi nei locali serali e notturni della provincia finalizzati a promuovere la pratica dell’autista designato. In pratica a si propone ai gruppi di ragazzi che frequentano i locali muovendosi in automobile di individuare uno di loro, che si asterrà dal bere alcolici e farà da autista, garantendo il rientro a  casa in sicurezza per tutto il gruppo.

 

Chi fosse interessato a:

 

approfondire la conoscenza sul fenomeno del consumo, abuso o dipendenza da alcol  e aspetti correlati o a richiedere reports sul tema e/o può contattare

  • dott.ssa Elvira Beato – Responsabile Osservatorio Dipendenze ATS Bergamo –  tel. 035 385177, e-mail elvira.beato@ats-bg.it    o scaricare direttamente i report prodotti dall’Osservatorio dal sito: www.ats-bg.it/osservatoriodelledipendenze

  • inviare o consultare  il materiale o approfondire le diverse iniziative in programma sul territorio provinciale può contattare il dott. Luca Biffi – ATS  Bergamo - tel. 035 2270591 e-mail: luca.biffi@ats-bg.it


Ultimo aggiornamento:  19/04/2017
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